martedì 27 ottobre 2009
Italia: "addio, dolci mignotte"!
Pur premettendo che le due vicende sono molto differenti, e non solo per gusti sessuali, infatti è oggettivo che mentre Berlusconi giacque con una prostituta non conoscendone la professione, si presume che il Presidente della Regione Lazio fosse ad un festino con transessuali (e fin qui, de gustibus..), cocaina ed abbia corrotto i pubblici ufficiali che lo avevano scoperto (e qui invece c’è reato), pur premettendo questo, una cosa balza agli occhi immediatamente: le professioniste ed i professionisti non sono più tali.
La signora Daddario va dai clienti con il registratore? la signora Brenda (o chi per essa)registra tutto con la videocamera? Quantomeno siamo in presenza di professionisti disonesti. Infatti, pur non esistendo un albo professionale, il punto di forza di chi esercita il mestiere è la riservatezza e tale è sempre stata la principale motivazione che spinge la clientela a rivolgersi, per l’appunto, alle professioniste.
Se ne và un altro principio del mondo occidentale, il romantico, seppur clandestino, bordello dove si potevano incontrare nobili e miserabili, borghesi, professionisti e ragazzi in cerca di insegnanti, ultimo, effimero luogo laddove l’eguaglianza è tangibile, la riservatezza e la discrezione avvolge clienti e lavoranti, apprendisti e professori. La musica è spenta, di tappezzerie e broccato rimane solo il ricordo, come in un ultimo, nostalgico film Felliniano, i profumi svaniscono e con esso se ne vanno pure i ricordi, divorati dalla stampa, dall’occhio scrutatore e lubrico della telecamera, da queste professioniste che per un attimo di popolarità e qualche sudicio euro hanno esaurito anche il mestiere più antico del mondo.
mercoledì 21 ottobre 2009
Tremonti: poche balle!
Anzi Tremonti prende atto di una situazione, cioè che l'Italia è uno Stato fondato sul lavoro fisso e sulla immobilità dei lavoratori.
Statisticamente, l'Italia è il paese delle case di proprietà, il paese dei risparmiatori, ma soprattutto è un paese che disincentiva la mobilità e discrimina il precario. Le istituzioni, le banche, le assicurazioni e persino i sindacati, che dovrebbero difendere i lavoratori indistintamente, discriminano il lavoratore precario. Salvo poi ricordarsene, questi ultimi, quando c'è da andare in piazza. Fino a quando esisterà un sistema di lavoro fisso e lavoro a termine, non ci sarà la possibilità di dire parole differenti da quanto detto da Tremonti. Se conoscete qualcuno che a 50 anni ha perso il posto di lavoro ve lo potrà spiegare.
Che fare dunque? Liberalizzare il mercato, incentivando tutti i lavoratori a fare scelte coerenti con il futuro che prevediamo; dimenticare la parola giovane, poiché in un sistema di lavoro flessibile non esiste un giovane ed un vecchio, ma solo un lavoratore più o meno esperto. Lavorare sulla possibilità di muoversi, con mezzi ed infrastrutture. Lavorare sulla detassazione del lavoro precario a parità di costi per l'azienda. Incentivare l'assunzione dei lavoratori in base all'esperienza e non in base all'età. Promuovere degli ammortizzatori sociali che favoriscano la ricerca e la mobilità. Ed allora sì che il lavoratore precario non sarà più discriminato. Ma fino a quel giorno, ha ragione Tremonti..
martedì 20 ottobre 2009
Mesiano: csm apre pratica a tutela Magistrato soggetto ad attacchi dopo sentenza Lodo Mondadori
Forse la è davvero, ma non da parte di Berlusconi, ma neppure da parte della sinistra, ormai sempre più vittima delle battute ironiche del suo leader, Dario Franceschini. La democrazia è in pericolo per colpa degli imbecilli!
Ogni decisione presa dal Governo in carica è presa di mira dagli imbecilli (che, in quanto tali, sono trasversali a tutte le forze politiche), che devono osteggiarla solo perché legittimata dal Governo in carica.
Ogni parola detta dal Premier o dai suoi collaboratori deve essere riletta fino a quando la parola non diventa inopportuna.
Ogni azione perpetrata, autonomamente, da persone ed organizzazioni che si rifanno al centrodestra o a Berlusconi diventa o servitù o minaccia per la democrazia.
L'ultima decisione del CSM farebbe ridere se non fosse stata fatta dal Consiglio Superiore della Magistratura, che confonde quelli che hanno veramente bisogno di tutele da coloro i quali invece di tutele non hanno bisogno, anzi, ci sarebbe bisogno di tutelarsi noi da questi ultimi.
La congiuntura economica ed il ruolo dell'Italia ci impongono di ritornare un paese normale. La cura per la normalità è che i servitori dello Stato si impegnino a servire lo Stato; e che gli imbecilli siano considerati imbecilli al di là del loro colore politico.
mercoledì 7 ottobre 2009
In tv Divina Commedia in cremonese
Questo è l’ennesimo atto della politica della Lega Nord per andare verso l’imbarbarimento dell’Italia, in virtù di un regionalismo che va oltre l’apprezzamento delle proprie origini, oltre un po’ di sano campanilismo, ma va anche oltre lo sciovinismo ed oltre l’umano pudore.
Dante è stato il Divulgatore della lingua italiana, la Divina Commedia se non è all’origine della cultura in lingua italiana è sicuramente una delle opere più importanti e fondamentali. (Personalmente credo che sia la più importante, ma non vorrei con questo dare luogo ad una classifica delle opere che hanno fatto l’Italia)
Quello che non capisco è dove ci vuole portare questa Lega. Una Lega che fa della politica un urlo, un partito degli slogan fini a sé stessi, un movimento che si limita alla propaganda ed alla provocazione. Con la fatica ed il sangue siamo arrivati all’unità d’Italia, con altro sangue ne è stata difesa l’indipendenza ed ora per farsi un po’ di pubblicità tutto ciò si vuol distruggere?
martedì 6 ottobre 2009
Schifani in Afghanistan, siamo vicini ai nostri soldati
In questo momento è viepiù importante che il Governo e la Nazione stiano vicini ai nostri soldati. Ai nostri soldati in Afghanistan, ma anche a tutti gli altri impegnati nelle varie missioni che competono ad uno Stato come il nostro. Fortunatamente i pacifinti sembrano essersi allontanati dalle piazze da quando a tirare bombe non è più il guerrafondaio Bush, ma il Democratico Obama.
Tuttavia si sono registrate diverse prese di posizioni nel mondo della sinistra: dal paragonare il nostro parlamento ad assassini, allo sminuire lo spirito dei nostri parà definendo il loro sacrificio una morte bianca, fino al biechissimo “lo fanno per i soldi, sanno a cosa vanno incontro”.
Già, ma a cosa vanno incontro? Credo che questa sia la domanda fondamentale: i nostri Parà vanno incontro alla morte per difendere i più deboli, nel senso più cristiano del termine. Infatti, se non fosse stata la difesa del più debole, fino all’estremo sacrificio, a guidare i nostri soldati, ma il danaro o la violenza, come sostengono i pacifisti da cannabis e da salotto, avrebbero sparato al mezzo che li stava investendo molto prima, senza aspettare di vedere se l’autista dell’auto fosse un nemico o semplicemente un normale cittadino Afghano.
La vita, la propria vita, rimane il dono più grande che si possa dare al prossimo. Una vita sacrificata per l’idea che tutti possano vivere in un mondo libero, nel quale poter agire secondo coscienza ed esprimere le proprie opinioni. Anche le più assurde, come quelle sentite in questi dieci giorni!
Iscriviti a Post [Atom]